di Ilaria Cappelli

“Christus Vivit – Cristo Vive” questa l’esortazione apostolica frutto del Sinodo dedicato ai giovani svoltosi dal 3 al 28 ottobre 2018 e che il papa ha firmato il 25 marzo a Loreto in una mattinata memorabile dedicata ai giovani, alle famiglie e ai malati. Sono stati infatti questi i tre temi trattati da papa Francesco durante l’Angelus nella piazza di fronte la basilica di Loreto, dove per l’occasione si erano radunati più di 4.000 fedeli provenienti da tutta Italia e con rappresentazioni da tutto il mondo – tra queste, anche una della nostra diocesi e della nostra parrocchia.

Il Santo Padre, arrivato a Loreto intorno alle 9:30 e dopo il saluto di rito con le autorità, è entrato nella Basilica e si è raccolto in una preghiera silenziosa nella Santa casa di Nazareth a cui è seguita la celebrazione della Santa Messa, in comunione con tutti i fedeli che dalla piazza lo seguivano dal maxi schermo.

Al termine della celebrazione il Santo Padre ha poi incontrato i frati cappuccini che gestiscono il santuario insieme ad un rappresentanza dei giovani delle Marche. In questa fase Bergoglio ha volutamente evitato che gli si baciasse l’anello papale – segno di riverenza che egli considera eccessivo – sostituendolo con un gesto fraterno: abbracciando cioè tutti, soprattutto i malati che si trovavano all’interno della basilica e che ha insistito per incontrare uno ad uno con uno spirito di umiltà e di servizio come quello di Maria, che nonostante la gravidanza si reca da Elisabetta.

Giunto sul Sagrato della basilica, il pontefice si è trovato “travolto dalla gioia e dall’esultanza dei giovani che lo aspettavano. Il papa ha parlato subito proprio a loro, invitandoli a riscoprire il valore e l’importanza della propria vocazione. Il vangelo dell’Annunciazione, ascoltato poco prima, mette infatti in evidenza tre momenti importanti in questo cammino di ricerca, momenti che sono stati scanditi anche nel Sinodo: l’ascolto della Parola, il discernimento e la decisione.

Il Santo Padre ci ricorda come sia sempre Dio a prendere l’iniziativa chiamandoci alla sua sequela per offrirci in dono il suo amore (l’annuncio dell’angelo a Maria). Ogni giovane riceve una chiamata ad un coerente cammino di vita cristiana o ad una speciale consacrazione, è necessario quindi mettersi in un atteggiamento di accoglienza e di ascolto della voce di Dio che ci parla. A questo atteggiamento segue il discernimento (come avverrà tutto questo?). Come Maria siamo chiamati a scoprire qual è il progetto di Dio su di noi, attraverso un approfondimento delle proprie capacità ed attitudini. Terzo passaggio è la decisione (avvenga di me secondo la tua parola), è il sì al progetto di salvezza di Dio. Un sì che esprime fiducia e disponibilità alla Sua volontà.

Papa Francesco ha posto poi l’attenzione sulla famiglia. «Nella delicata situazione del mondo odierno» ha detto Bergoglio «La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali. E’ necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società». Famiglia e giovani devono quindi camminare strettamente uniti.

Ultimo aspetto toccato dal vescovo di Roma è quello dell’accoglienza dei malati. Il papa ha incoraggiato le famiglie ad accoglierli in quanto la casa e la famiglia sono la prima cura per coloro che soffrono: dobbiamo amarli, sostenerli, incoraggiarli e prendercene cura, senza farci trascinare dalla “cultura dello scarto”.

Il Santo Padre ha concluso la sua catechesi con una missione, quella di portare il Vangelo della pace e della vita a tutti i nostri contemporanei che sono spesso troppo distratti dagli interessi terreni o si trovano in una situazione di aridità spirituale. Il mondo ha bisogno di persone umili e semplici che, sull’esempio di Maria, accolgano senza riserve il Vangelo della propria vita.

La giornata si è conclusa poi con la recita dell’Angelus e con il passaggio di Papa Francesco per la piazza gremita di fedeli.

Incontrare il papa è sempre un momento di gioia profonda. Nel silenzio della piazza che ascoltava le sue parole, diverse per ognuno ma incisive per tutti, si respirava la presenza viva di Gesù che parlava attraverso il pontefice, e che chiamava uno per uno a seguirlo nella via dell’amore.

Fotografie di Yuri Di Prodo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *